Il Piano redatto dal Servizio Ambiente della Provincia mette ordine finalmente in un settore, quale quello delle telecomunicazioni, contrassegnato fino ad oggi da mancanza di regolamentazioni specifiche che hanno prodotto nel corso degli anni un generalizzato proliferare di antenne in quasi completa "anarchia" normativa.
Ma vediamo quali sono le principali caratteristiche del Piano approvato dalla Provincia e le conseguenze che deriveranno dall’applicazione del Piano da parte dei Comuni. Innanzitutto il Piano censisce tutti i siti sparsi sul territorio provinciale nei quali sono installate antenna radiotelevisive, inoltre all’interno di ogni sito sono state individuate le singoli emittenti, permettendo di elaborare un vero e proprio catasto di tutti gli impianti esistenti in provincia. La situazione, prima del Piano, era completamente sconosciuta sia in termini di localizzazioni sia in termini di numero di impianti esistenti.
I dati rilevati sono notevoli: nel territorio provinciale sono installate qualcosa come 328 antenne radio e televisive dislocate in 79 siti distrubuti in 27 comuni. Tutti i 79 siti esistenti sono stati georeferenziati, ovvero ne sono state rilevate le coordinate geografiche e, soprattutto, in tutti i siti sono state effettuate da parte di ARPA le rilevazioni dei campi elettromagnetici. I risultati sono stati confortanti in quanto non si sono rilevati superamenti, in prossimità di edifici destinati alla permanenza di persone, dei limiti di emissione elettromagnetica pari a 6 v/metro.
Dopo un lungo iter che ha visto la Provincia confrontarsi con tutti i portatori di interesse del territorio provinciale (Comuni, gestori delle antenne, associazioni ambientaliste, cittadini ecc.) e con la Regione Emilia-Romagna sono state individuate le aree di divieto per l’installazione di impianti radiotelevisivi.
E’ da notare come l’Amministrazione Provinciale abbia largamente esteso i divieti previsti dalla Legge Regionale 30/2000, individuando ulteriori aree nelle quali non sarà più possibile installare antenne e individuando altresì distanze di rispetto particolarmente cautelative nei confronti di edifici residenziali o comunque destinati ala permanenza di persone per più di 4 ore giornaliere.
Per effetto del Piano i Comuni d’ora innanzi non potranno più rilasciare autorizzazioni all’installazione di impianti in particolare nelle seguenti aree: sui tetti di edifici residenziali, scolastici, sanitari, di valore storico-architettonico, monumentale e di prego storico testimoniale; nelle aree urbanizzate o urbanizzabili a prevalente funzione residenziale o per servizi collettivi; nelle aree destinate ad attrezzature sanitarie, assistenziali, scolastiche, sportive e nei parchi urbani in una fascia di rispetto di 300 metri dal perimetro dei centri abitati in una fascia di rispetto di 200 metri da strutture per l’infanzia, scolastiche e strutture sanitarie ed assistenziali nelle zone di tutela naturalistica, laghi, bacini e corsi d’acqua nei parchi e riserve naturali esistenti, di progetto e nelle zone di ampliamento
Come si può ben vedere l’impianto normativo del Piano ha assunto il principio fondamentale della tutela della salute e dell’ambiente in modo del tutto prioritario. Dei 79 siti esistenti il Piano prevede per 42 siti la permanenza nelle attuali localizzazioni in quanto idonee, per 21 la conferma solo fino al 2010 mentre per 16 siti ospitanti 53 antenne la delocalizzazione immediata in quanto situati su tetti di edifici. Tra questi 16 siti da delocalizzare figurano le antenne installate a Parma in pieno centro storico, in via Verdi 25, via Mazzini 6 e via Bottego 3 che tanta preoccupazione hanno suscitato nei cittadini residenti in questi ultimi anni. Altro valore aggiunto del Piano è quello di vietare ulteriori installazioni di impianti in due siti particolari: Monte Canate in Comune di Pellegrino P.se e Monte Prinzera in Comune di Fornovo Taro. Pur essendo i due siti previsti dai Piani Nazionali di assegnazione delle frequenze e quindi di fatto non delocalizzabili in altri luoghi, la Provincia recependo le istanze provenienti dai cittadini, ha voluto di fatto "blindare" sia Monte Canate, sul quale sono nel corso degli anni sorte numerosissime installazioni, che il Prinzera, situato in piena area naturale protetta, vietando ulteriori installazioni rispetto a quelle già presenti e di cui legalmente non si può imporre lo spostamento. Inoltre per Monte Canate il Piano prevede l’installazione di stazioni di monitoraggio in continuo, 24 ore su 24, dei campi elettromagnetici rilevati nelle frazioni abitate situate in prossimità del Monte, Il monitoragio è già attivo 24 ore su 24.
Tutti i dati sono consultabili giornalmente da tutti i cittadini su internet nel sito dell'Arpa di Parma.