Ricerca e studio a cura del Servizio Ambiente della Provincia di Parma

Impronta Ecologica e Biocapacità della Provincia di Parma

Per una lettura ambientale dei nostri stili di vita

L'impronta ecologica mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della terra di rigenerarle.
 
La Biocapacità è l’insieme dei servizi ecologici erogati dagli ecosistemi locali, stimata attraverso la quantificazione della superficie dei terreni ecologicamente produttivi che sono presenti all’interno della regione in esame.
Sottraendo l’impronta ecologica alla biocapacità è  possibile definire un vero e proprio bilancio ambientale che permette di stimare il deficit o il surplus ecologico della regione. Da una stima  effettuata dal Servizio Ambiente è stato calcolato che la sua biocapacità è pari a 2.66 Ha mentre  l’impronta ecologica della nostra provincia è pari a 9.11 Ha.
 
il deficit ecologico è pari a 
- 6,44 Ha
 

Analisi e commenti

L’applicazione delle procedure del calcolo dell’impronta ecologica e della biocapacità, richiedono una notevole quantità di informazioni relative ai consumi di risorse e beni, all’efficienza tecnologica ed energetica dei processi industriali, alla produttività agricola.

Alcuni dati sono facilmente recuperabili e di buona attendibilità, ma per altri è necessario ricorrere ad operazioni di stima e approssimazioni da dati nazionali o regionali.

Relativamente al calcolo dell’impronta ecologica il valore riscontrato, seppur superiore al dato nazionale che stima a 4,8 ha l’impronta ecologica italiana (living planet report 2008) , può dirsi in linea con altri esempi di province con un simile tasso di popolazione e sviluppo. Il motivo del maggior valore è da imputare con molta probabilità al fatto che la provincia così come l’intero bacino padano sono aree industriali molto produttive rispetto a tutto il bacino nazionale. Su scala nazionale l'impronta ecologica media dei paesi industrializzati è di 6,4 Ha mentre su scala regionale la più insostenibile è la Lombardia con 5,75 Ha segue la Liguria (4,6) Veneto (4,27), il Lazio (3,98) e la Puglia (3,88). Tutte piccole le regioni virtuose, con addirittura la Basilicata che ha una impronta ecologica sul territorio di 0,54, quindi poco più della metà del suo territorio coperto da bosco basta a compensare le emissioni dei lucani. Seguono Molise (0,64), Valle D´Aosta (0,74), Trentino Alto Adige (0,76), quasi in equilibrio la Calabria che ha un’impronta di 1,1.  In mezzo ci sono: Emilia Romagna (3,35); Sicilia (3,01); Friuli Venezia Giulia (2,96); Campania (2,6); Piemonte (2,39).

I valori calcolati di biocapacità sono in linea con la media nazionale che stima la biocapacità italiana pari a 1.2 Ha mentre la biocapacità mondiale è di 2.1 Ha, anche in questo caso il maggior valore della provincia è sicuramente da imputare ad un territorio prevalentemente montano e con una grande in pianura tradizione agricola.

Il deficit ecologico stimato di 6.44 Ha segnala come il nostro territorio è in grado di far fronte soltanto al 30 % della richiesta complessiva di territori da parte della popolazione. La rimanente parte dei servizi richiesti deve per forza essere "importata" al di fuori dei confini.

Anche in questo caso i valori riscontrati possono considerarsi in linea con quelli nazionali e mondiali dato che già dal 2005 il deficit ambietale aveva superato il 30 % , come di capacità di risposta alla richiesta del territorio.
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creato: lunedì 31 agosto 2009
modificato: venerdì 30 aprile 2010